L'Artista Satira Arte Narrativa Teatro Home Page
NARRATIVA • LA BREVA
 
    "Chiappori, la musica del vento" di Albero Bevilacqua
    "Soffia la breva su quel ramo del lago di Chiàppori" di Bruno Quaranta

 

 

 

Cos'è la breva ? È il vento tipico dei laghi lombardi, "meditabondo" e dall'"eterea visione", ma si legge come metafora di un destino umano - lieve come brezza appunto - che emana da questa silloge di racconti lacustri.

Chiàppori sa trasfigurare il suo lago, quello di Como, e il paesaggio lariano, in un mondo a sé, chiuso ma dai confini sfuggenti come i mondi fiabeschi, in cui barche, personaggi e storie si susseguono col ritmo del sogno... il tempo va e viene e sebbene precisato ondeggia fra i racconti. Così all'autochiatta Mussolini, che nel '25 cola a picco grottescamente proprio al suo varo davanti alle autorità fasciste, si sovrappone la gondola Fedela, mandata dal Littorio a raccoglier doni per gli eroici combattenti nel luglio del '43 e usata nel tragitto per far espatriare una famiglia di ebrei italiani.

Traghetti condannati alle solite tratte quotidiane, "barchìtt" agili e veloci usati per il contrabbando notturno di sigarette, esprimono un parallelo simbolico con le vite dei loro passeggeri e promettono sempre un riscatto dalla malinconia misteriosa dell'esistenza. È il caso dell'abitudinaria signorina Brenna, la cui scomparsa innesca un'indagine di polizia; o dell'operaio-contrabbandiere Adamo che può perdere un intero carico ma non rinuncia all'amico La Man, il costruttore di barche.

Nella varia umanità che anima questo mondo con le sue storie si toccano i registri del comico, l'esoterico e il noir. Scaltro e ironico è il "maestro" del Venditore di paesaggi lacustri; eccentrico il polacco vedovo che "voleva sciogliere gli enigmi indicibili e conoscere il tremendo"; mistico è Jakob Blumenthal, moderno Cagliostro esperto della cabala che ingaggia una sottile battaglia di scacchi e fede col parroco del paese. Commovente la tragica storia dei due vecchi amanti de L'uomo dell'imbarcadero.

Ma la bellezza di questi racconti è nella musica sotterranea che li accomuna tutti, come un concerto il cui preludio è la natura e il finale l'uomo. Non a caso il primo comincia dal lago, dominato da venti simili a divinità antropomorfe in un paesaggio primordiale in cui l'uomo - il vecchio barcaiolo Fermo - è solo spettatore. E l'ultimo ci riporta all'umano, con il bimbo incuriosito dalla morte e lo straccivendolo-filosofo che sa dare alla semplice gente lacustre la dignità delle figure poetiche e può dire dell'uomo che è "appena un soffio. Solo ombra che passa e svanisce."


E-Mail • 2006