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    Introduzione di Gian Luigi Daccò

Sacro e Profano
Lecco, Villa Manzoni - Torre Viscontea.
16 Maggio - 25 Luglio 2004

 
Le Parole della Creazione Calendario dell'Anima Cantico del Corpo Femminile

Rossana Bossaglia

INTRODUZIONE

Chiàppori è un artista dalla mano felice e brillante, dal tratto rapido e sintetico, capace di maneggiare tecniche diverse con la medesima prontezza e scioltezza. Un immediato approccio con qualche sua figura, grafica o pittorica, induce a considerarlo un talento dalla spontanea comunicativa e a interpretarlo appunto come un libero padrone del proprio mestiere.

E' anche così, se si vuole; certo, il suo fare artistico si basa su una naturale spinta creativa, della quale si è fatta interprete la conquistata professionalità. Ma è molto di più. Egli mette la sua professionalità, e la sua stessa vivacità del segno, al servizio di tematiche impegnative, soprattutto legate ai testi sacri: il pensiero religioso, specie quello biblico che raccoglie narrazioni d'epoca diversa, dunque di clima psicologico diverso, è da lui interpretato non in forma di racconto, e neppure secondo una ricostruzione di costumi connessi con la matrice storica del testo, bensì come libere suggestioni ed emozioni.

La sequenza qui raccolta affianca, come dice il titolo, due temi sacri, l'uno biblico l'altro cristiano, a un tema profano, se vogliamo specificamente erotico, che è quello del nudo femminile.

Nudo colto in una eccezionale varietà di pose, che ne sottolineano la carnalità, ma che proprio nel libero proporsi della freschezza fisica - tutte donne giovani - non viene descritto in maniera morbosa, bensì con esplicita libertà. E che questa libertà sottenda anche una metafora di valori, se non spirituali, ideali, lo lascia intendere il titolo della raccolta, cioè il tema del Cantico. Il Cantico è un titolo che ci offre la Bibbia medesima, e di più si collega a un tema amoroso, che ciascuno può trasfigurare secondo la propria sensibilità e i propri orientamenti di pensiero, è appunto la descrizione di un esprimersi ritmico.

L'amatore d'arte è poi incantato - considerando questa sequenza - dalla padronanza tecnica dell'artista; sembra che egli intenda testimoniarci i vari modi con cui il mestiere si trasforma in specificità espressiva: la grafica leggera, cioè la matita, suggerisce con rapido tocco un'impressione immediata; l'acquerello traduce un'emotività languida e profonda, il pastello il caldo vibrare della sensualità, e così via.

Quando Chiàppori passa al tema della Creazione, che non è contraddittorio rispetto a quello della fisicità corporea, ma sottolinea il sorgere della vita dal nulla, egli non rappresenta la nascita della carne, ma, attraverso una forma espressiva che definiremo per intenderci astratta, il trasformarsi, nella luce, di un alito vitale in figura.

Da un maestro così sapiente e immedesimato nel renderci la consistenza carnale dei corpi, chi non abbia già conosciuto la sua precedente produzione a carattere simbolico non si aspetterebbe lo sciogliersi dell'immagine in pure vibrazioni coloristiche. Eppure qui la creazione è vista come un definirsi di tracce corporee nel ritmo di aliti ventosi e nel palpitare del colore. Questa volta la tecnica è tutta l'acquerello e interpreta le parole bibliche cui volta a volta si riferiscono: parole soprattutto connesse con le grandi situazioni naturali. Lette in sequenza, così come l'artista le ha predisposte, queste immagini si concludono con il simbolo dell'uomo.

E a questo punto la ricognizione per temi passa al Calendario dell'anima, incentrato in apertura sulla festività pasquale. Il linguaggio espressivo è sempre quello astratto, ma la tecnica si è fatta più morbida e corposa, utilizzando il pastello, anche se scivola rapida quasi trasportata dal vento, producendo effetti di arcobaleni. E l'anima, poggiando sui versi du Rudolf Steiner, si immedesima nella bellezza dell'universo.

Passando dalla sensualità carnale più diretta alla trasfigurazione dell'universo come luogo dell'anima, Chiàppori ci comunica con una straordinaria intensità e varietà espressiva le complessità dell'essere; senza stacco né contraddizione ma con profonda evoluzione tra materia e spirito.


E-Mail • 2006