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ARTE
 

Acquerelli e Gouaches Verklärte Nacht N.7

1999. Acquerelli su carta

2 Dicembre 1999 - 31 Gennaio 2000
Milano - via Volta, 10 Galleria Bellinzona.

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Rossana Bossaglia

Presentazione mostra acquarelli e gouaches, Galleria Bellinzona, MIlano, dicembre 1999 - gennaio 2000

Chiappori e' un artista dai molti volti. Lo conosciamo soprattutto, e' ovvio, come disegnatore satirico, ambito nel quale egli si esprime con un linguaggio asciutto, e l'intonazione tra il comico e l'ironico si avvale di tratti insieme ludici e spietati. Ma dalla sua formazione di pittore egli aveva ricavato in prima istanza una forte capacita' di padroneggiare la rappresentazione diretta, un mestiere figurativo ineccepibile. Malgrado cio', o meglio, su questa base egli si e' a un certo punto orientato verso una stilizzazione astratta, dove il colore identificato con il disegno gli ha consentito di tendere il senso dei valori alti, di uscire dal quotidiano, dalla stessa emozione viscerale, di trasfigurare: un'operazione che ha caratteri intellettuali nei suoi sottili significati, ma insieme sembra testimoniare un'impeccabile manualita'.

Tanto e' vero che la penultima produzione di Chiappori, quella appunto che sta alle spalle delle opere esposte oggi, si presenta come una serie di tessuti quadrettati; i quali potrebbero anche essere modelli per pareti di vetro, arte applicata, per intenderci. Ma Chiappori non si e' fermato li'. Nelle opere piu' recenti, a partire dalle immagini che commentano il Cantico dei Cantici, l'artista e' uscito da ogni regola geometrica per avventurarsi su un terreno di aerea fluidita', come se le strutture si sciogliessero navigando per il cielo, o fumigando verso il cielo; non per nulla questo linguaggio gli ha consentito una recente straordinaria interpretazione dell'Apocalisse.

Le opere ora presentate, tutte dell'ultimo decennio, si avvalgono dell'uso di colori sciolti nell'acqua, cioe' acquarelli e gouaches; in questo modo le immagini, realizzate in toni cromatici insieme dolci e intensi, rese con un segno libero che possiamo definire informale, sono liquide e fluttuanti; i colori sono brillanti, persino di sensuale pienezza, ma slittano sulla superficie pur senza perdere di sostanza fisica. Sono divagazioni, insomma, che mentre intendono presentarsi come forme incorporee, mantengono una loro concreta sostanza espressiva; verrebbe voglia di chiamarli arcobaleni, la' dove colore e luce, per immateriali che siano, si fanno sostanziose figure.

Chiappori intende tradurre qui, a mio giudizio, una sua idea insieme avventurosa e poetica dell'universo: il senso di una bellezza impalpabile che tuttavia e' metafora e persino sostanza di vita; la pittura come sguardo aperto sul senso dell'essere, uno sguardo insieme drammatico e ricco di speranza. Un artista dai molti volti, si diceva. In realta' e' piu' corretto dire che e' un artista di grande ricchezza interiore, il quale sa misurarsi col quotidiano - ed ecco la satira - e sa guardare oltre il quotidiano; disegna con sicurezza eppure arriva a dipingere facendo a meno del disegno. Ci sorprende ogni volta ma appunto ci insegna che il vero artista non e' schiavo del proprio mestiere e neppure di uno specifico linguaggio: sa andare sempre oltre.

Rossana Bossaglia


E-Mail • 2006